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06/02/2012

Commenti

Un notturno veneziano davvero suggestivo, mi colpisce il contrasto tra la consistenza rustica dei pali in primo piano e la classicità eterna di tutto quanto fa lo sfondo. Ciao

Renzo, è una bella fotografia.
Ho provato a guardarla come foto panoramica, trascinando giù l'mmagine fino a coprire la parte inferiore, ad un dito sotto il pontile. Mi sembra che si semplifichi; tu cosa ne pensi?
Ciao.

La foto mi piace così com’è, io la vedo dal lato del pontile d’approdo. Un modo tutto veneziano per la mobilità lagunare. Il resto è contesto, certo un contesto particolare e suggestivo, non di tutti i giorni.
In quest’ottica la foto m’appare ben riuscita, gli scalini ben illuminati fanno la differenza, mentre la mancanza del luogo a cui conduce la scala mi sembra un elemento d’incertezza. Un racconto lasciato a metà. Questo ha indotto Gigi ad ipotizzare un taglio, in quanto il pontile l’è sembrato superfluo non essendo esso racconto completo. Penso che quando l’autore racconta qualche cosa con una foto, lo deve fare in modo il più chiaro possibile, altrimenti rischia di suscitare letture non coerenti con quanto ritratto.
Ricapitolando: questa di Renzo è una foto racconto o una cartolina di un luogo famoso visto da un punto diverso? Renzo sarà così gentile da postare le intenzioni e chiarire.
Il viraggio in b&n mi piace, come la luce sapientemente catturata.
Cordialmente Giovanni.

Venezia insolitamente vuota, triste e malinconica.
un po' invadente lo steccato in primo piano ma ci può stare.

23/10/2011, ore 3.33.58.
Questi sono i dati di creazione della foto.
Non so perchè, ma mentre stavo sopra al pontile e vedevo in lontananza il Rialto pensavo a questa meravigliosa città, già strana in se, alla sua veneranda età (quanto può essere, 2500 anni?).
Il fruire del tempo non è simile in nessun luogo, il mare in continuo movimento, i turisti in continuo avvicendarsi, i veneziani, per lavoro e non, in continuo peregrinare via mare e via "terra", le maree, i venti, il vociferare.... ....in questo momento però vigeva il silenzio più assoluto, la città in questo momento assume una dimensione nuova, riprende il possesso di se stessa.
La staticità millenaria di Venezia è il soggetto in questa mia rappresentazione, non importa dove vanno le scale, il pensiero non è andare ma rimanere.
Ovviamente tutte le interpretazioni sono legittime ed è giusto che sia così.
Grazie.

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